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Itinerari per una Carta dei Paesaggi dell'Olivo e dell'Olio

 

I Paesaggi dell’Olio

Il buon governo della campagna nel tempo della storia

Caiazzo, 27 febbraio 2004

Premessa

Il presente documento costituisce la traccia per un percorso che coinvolge l’ambiente di vita, le popolazioni, le amministrazioni e tutti i soggetti scientifici, economici e culturali che si impegnano a ritrovare modi di essere e di operare nella condizione del presente su tematiche di riferimento fondamentali, che possono essere ricondotte nel loro insieme al paesaggio.

L’itinerario che proponiamo è un primo passo per un lavoro più complesso e articolato di intreccio delle molte tematiche che nei paesaggi dell’olio si possono sviluppare; esso prevede momenti futuri di incontro e di ricomposizione di valori, conoscenze e capacità di cui sono portatori i diversi soggetti partecipanti.

Proponiamo, pertanto, un cammino in divenire che non ha solo lo scopo di apparentare idealmente chi è interessato ad operare per il buon governo della campagna, ma anche di farsi strumento attivo di riflessione e di lavoro, ponendo le basi per un approccio condiviso e aperto al tema del paesaggio agrario e a quello dell’olivo e dell’olio in specifico.

1) Paesaggio e paesaggi dell’olio

Un approccio costruttivo alla questione del paesaggio implica l’accezione di esso non come oggetto di semplici istanze estetiche, bensì come prodotto delle azioni della comunità nel corso del tempo.

Ciò è in conformità con quanto espresso nella Convenzione europea del Paesaggio (2000): “Paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni” (Cap. 1, art. 1).

Il paesaggio, dunque, inteso come composizione integrata, pur nella necessaria sua evoluzione, non può derogare al proprio genius loci, all’identità composita che lo connota, garantita dalla fedeltà agli elementi che nel tempo hanno configurato il suo formarsi.

Non a caso si è parlato di “paesaggi”, in quanto molteplici sono i volti che assumono nell’area mediterranea. Pertanto, se è impensabile proporre un unico modello di descrizione, interpretazione e gestione, possono essere invece condivisi e fondanti le modalità e i criteri di lettura, di valutazione e di intervento.

 I paesaggi dell’olio sono espressione della cultura e della storia dell’uomo. La grande disponibilità di manodopera ed il suo basso costo hanno spinto l’uomo ad estendere le coltivazioni in zone meno adatte alle specie più comuni a cui venivano assegnati i siti più favorevoli. L’olivo, pianta molto rustica ed adatta alle più svariate condizioni pedologiche, ha consentito di utilizzare areali popolati da essenze boschive o di macchia.

Motivi economici ed estetici assumono un valore di coesione legato alla lunga esperienza delle comunità del Mediterraneo. Il pane, il vino e l’olio costituiscono gli elementi su cui si fondano le sacralità di tutte le religioni di questa area geografica.

La coltivazione è un requisito fondamentale per la configurazione del paesaggio dell’olivo.

2) Obiettivi di un’azione condivisa

Nei processi di cambiamento dei paesaggi, tra tradizione e innovazione, e nelle mutazioni delle tecnologie del lavoro umano emerge l’importanza storica e attuale della ruralità.

Fondamentale diviene la percezione sociale del paesaggio, intesa come un processo di apprendimento (reciproco e amichevole) fra esperti, amministratori e comunità locali.

In tale percezione i fenomeni naturali, le azioni umane, le temporalità e le diverse interiorizzazioni anche personali si concludono nel riconoscimento, nella attribuzione di valori comuni e nella loro traduzione in linguaggi condivisi.

In tal senso è necessario prendere atto di alcune problematiche significative che riguardano allo stesso tempo le valutazioni e le metodologie di intervento

1. approfondire le crescenti analogie tra la densificazione del paesaggio urbano e la monocoltivazione del paesaggio agricolo;

2. considerare la rilevanza delle differenti dinamiche temporali delle produzioni agricole;

3. considerare la fisiologica incertezza della produzione causata dalla diversificazione della domanda di mercato, dalle annate produttive negative, ecc.;

4. abbandonare gli irreali conservatorismi paesaggistici incapaci di dialogare con le dinamiche economiche reali;

5. accettare l’idea che la qualità del prodotto senza salvaguardare il complesso sistema che permette la sua produzione, cioè il paesaggio, non sia più sufficiente per competere sul mercato globale;

6. riconoscere le forze e le risorse più adatte allo sviluppo di nuovi usi del territorio;

7. concepire il paesaggio come risorsa unitaria e specifica.

2.1) aspetti naturalistici

§ La tutela del genoma olivicolo e delle cultivar autoctone è fondamentale per il mantenimento della biodiversità dei paesaggi dell’olivo.

§ E’ importante la tutela dei pedopaesaggi e la conservazione dei suoli afferenti alla coltivazione dell’olivo, come pure una classificazione pedoclimatica finalizzata alla gestione sostenibile dei diversi paesaggi olivicoli.

§ E’ necessaria una mappatura pluristratificata dei paesaggi dell’olivo e dell’olio al fine di arrivare ad una conoscenza preliminare che consenta un’azione efficace. Essa prevede l’individuazione dei paesaggi, ne analizza le caratteristiche nonché le dinamiche e le pressioni che li modificano e ne segue le trasformazioni.

§ Si propone l’istituzione di un Osservatorio Permanente, in sinergia con l’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio, con l’obiettivo di:

a. raccogliere documentazione acquisibile attraverso la storia degli insediamenti, l’archeologia, la storia culturale e materiale, le fonti archivistiche e iconografiche, i rilievi fotografici, le fonti orali e le tradizioni popolari;

b. favorire la diffusione di un’etica della responsabilità;

c. formare ed educare specialisti nel settore della conoscenza e dell’intervento tramite sinergie con il mondo accademico, con gli enti pubblici e con le associazione di categoria nonché promuovere iniziative nelle scuole.

2.2) aspetti architettonici

L’architettura rurale nelle sue unità costitutive, singole e di insieme, in quanto testimonianza materiale di civiltà, è da considerarsi bene culturale e come tale soggetto a norme di recupero e valorizzazione nell’ambito delle iniziative di tutela paesaggistica.

Attraverso una preliminare fase di conoscenza delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali utilizzati nel tempo dalle culture locali, occorre elaborare un progetto per lo studio e la possibilità del loro impiego e adeguamento con l’integrazione di appropriate tecnologie, al fine di perseguire l’obiettivo della loro conservazione, restauro e riuso.

Conclusioni

La Carta, in questa sua prima formulazione, non esaurisce il tema in oggetto e si pone come strumento di confronto e di dibattito nelle varie realtà legate al paesaggio dell’olivo e dell’olio.


Enrico Lupi

Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio

Stefano Giaquinto

Sindaco di Caiazzo (CE)

Michele Bianco

Dirigente Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania

Giovanni Alessandri

Presidente della Comunità Montana del Monte Amiata – Area grossetana

Maria Beatrice Bettazzi

Docente di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi di Bologna

Vito Nicola Damato

Assessore all’Agricoltura del Comune di Bitetto (BA)

Sveva Di Martino

Direttrice del Museo dell’Olio della Sabina – Castelnuovo di Farfa (RI)

Ermanno Masiello

Sindaco di Raviscanina (CE)

Stefano Mazzoleni

Docente di Ecologia Vegetale all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli

Rita Micarelli

Comitato Scientifico dell’Atelier dei Paesaggi Mediterranei

Raffaele Milani

Docente di Estetica all’Università degli Studi di Bologna

Andrea Morpurgo

Docente di Storia dell’Architettura all’Università degli Studi di Bologna

Mario Perilli

Vice Presidente della Provincia di Rieti

Francesco Pistilli

Architetto – Associazione Città Paesaggio

Giorgio Pizziolo

Docente di Urbanistica all’Università degli Studi di Firenze

Giuseppe Pugliano

Agronomo – Docente emerito all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli

Raffaele Sacchi

Docente di Tecnologie degli Oli all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli

Tommaso Sgueglia

Assessore alle Attività Culturali ed Economiche del Comune di Caiazzo (CE)

Nicola Sorbo

Presidente dell’Associazione Città Paesaggio

Nicola Stolfi

Responsabile Area Territorio e Ambiente della Confederazione Italiana Agricoltori

Fabio Terribile

Docente di Pedologia all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli

Pubblicato il 14/10/2007 alle 1.16 nella rubrica CARTA DEI PAESAGGI DELL'OLIO.

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